Affrontare un colloquio di lavoro può suscitare diversi stati d’animo. Ci sono persone che possono temere di non essere all’altezza, altre che invece sono altamente stimolata nel raccontare la propria vita professionale ad un selezionatore.

Siamo diversi tra di noi e per questo motivo la preparazione ad un colloquio di lavoro deve essere personalizzata e rispecchiarci al meglio; ci sono alcuni elementi che tutti dobbiamo tenere in considerazione, elementi molto importanti…

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita”

                                                                                                                    (Caravaggio)

Spesso sottovalutata e messa ai margini dalla convinzione che il contenuto faccia tutto. Certo, il know-how è fondamentale ed è uno degli aspetti principe sui quali veniamo valutati, ma non è sufficiente da solo. Il colloquio è, innanzitutto, relazione e si nutre di una continua tensione positiva che viene generata da uno scambio vivace e dinamico tra le parti. Non è un luogo comune affermare che la prima impressione conti molto nella valutazione espressa in un colloquio di lavoro. Il colloquio è un rapporto umano e, come tale, è sottoposto a valutazioni anche soggettive che sono proprie di ogni essere umano e che per lo più si determinano sul grado di empatia che si riesce a creare, sulla dinamicità che rende vivo e più affascinante il nostro racconto, sul grado di appeal che riuscirò a trasmettere grazie ad una narrazione appassionata e non solo compilativa. Trasmettere energia nel colloquio, farà inoltre intuire a chi abbiamo di fronte quanto potremmo essere coinvolti nello svolgimento del nostro lavoro, ancor più se saremo chiamati a coordinare un team ed ad essere, quindi, moltiplicatori di motivazione.

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La motivazione è la ragione per cui facciamo una cosa. E’ il “perchè” che motiva il “cosa”.

Perché si è candidato/a alla posizione?”. “Perché ho bisogno di lavorare; ho mandato tante candidature e la vostra azienda è una delle poche che mi ha risposto”. Ecco, questa è un’ottima risposta da dare se non si vuole essere assunti! Ad oggi le aziende hanno modo di scegliere fra moltissimi CV (dato ahimè il numero di persone che hanno la necessità di ri-collocarsi sul mercato) e possono, quindi, permettersi di selezionare il profilo migliore, che è quello che ha in sé il giusto mix tra contenuto professionale-potenzialità-adattabilità a quel tipo di contesto e MOTIVAZIONE nel voler lavorare proprio lì.

La motivazione è sorella dell’energia ed entrambe sono il carburante della Ferrari (auto fantastica… alla quale non manca nulla…ma anche questa, senza benzina, non potrebbe muoversi ed andare avanti..).

La Motivazione che infonde fiducia è la cura nei confronti delle persone, degli scopi, della qualità di ciò che si fa. Avresti fiducia di qualcuno di cui non importa nulla di te? O del Lavoro che fai? O dei tuoi principi, dei tuoi valori?

“Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare.”

                                                                                                                                                                                                             (Sir Winston Churchill)

Per tutta la durata del colloquio. Anche quando si pensa che il grosso sia stato dimostrato e di aver fatto centro. Tutto può cambiare in pochi istanti, laddove forniamo una risposta non appropriata o perdiamo di concentrazione, dando per scontato di aver capito cosa ci sta chiedendo il selezionatore, forti del fatto che, fino a quel momento, abbiamo creato la giusta empatia ed un buon clima relazionale. Gli ultimi momenti del colloquio sono, invece, molto determinanti per l’immagine complessiva, perché dalle considerazioni finali che facciamo, il nostro interlocutore capirà quanto abbiamo compreso del contesto, dei contenuti della posizione, di quello che serve del nostro know- how a quel tipo di realtà. Ed è proprio in questa situazione che l’ascolto si collega alla motivazione (e quindi all’energia): io candidato/a ti trasmetto tutta la motivazione, con energia, rispetto a ciò che ho compreso essere i cardini della posizione e cerco di evidenziarti con forza i miei “argomenti di vendita” che rendono il mio profilo adatto (più degli altri) alla mansione.

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